CAMMINAITALIA ’95

Ci sono idee che all’inizio sembrano utopie, irrealizzabili per la complessità e l’impegno che richiedono per essere attuate, ma se il sogno di uno o di pochi, contagia un gruppo sempre più numeroso, le idee possono trasformarsi in progetto e divenire realtà. Questo penso sia il Sentiero Italia, un’idea e un sogno di pochi, partito da lontano, che venne condiviso e concretizzato con il concorso di tanti, entro la cornice e nello spirito di una grande associazione come il CAI. Individuare e concatenare centinaia di sentieri lungo i monti della Sardegna, della Sicilia, dell’Appennino e dell’intera catena alpina, per formare un solo lunghissimo Sentiero, volto a far conoscere e ad unire tutti i luoghi toccati dall’itinerario, rappresentò uno straordinario impegno collettivo e una grande operazione culturale.

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Altrettanto utopistica deve essere apparsa ai più l’idea di percorrere in un’unica camminata, lunga otto mesi, l’intero Sentiero. Ma anche in questo caso l’idea di pochi, grazie alla passione, all’impegno, alla disponibilità e perseveranza in particolare di Teresio Valsesia, Giancarlo Corbellini e Riccardo Carnovalini, divenne realtà col CamminaItalia ‘95.

Tappa dopo tappa, tramite gli incontri con gli abitanti e amministratori dei paesi disseminati lungo il cammino, la manifestazione contribuì a far conoscere agli italiani un’Italia inedita, “minore”, visitabile a piedi, attraverso il turismo lento.

Di quel lungo cammino percorsi solo una decina di tappe, in compagnia degli artefici dell’iniziativa e del gruppo più o meno numeroso che li affiancava di giorno in giorno.Fui invece molto più coinvolto per individuare il tratto del S.I. che doveva prendere il filo dal CAI Lombardia dai pressi del Passo del Tonale e poi riconsegnarlo a quello Veneto nell’agordino. Il tratto in Trentino-Alto Adige, discusso entro la SAT e con gli amici del CAI Alto Adige, portò a disegnare un tracciato che, nel rispetto dello spirito del progetto complessivo, si snodava, utilizzando sentieri già esistenti, in luoghi possibilmente non toccati dal turismo di massa, andando invece a interessare località meno note e comunque meritevoli di essere visitate.

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Il tracciato si sviluppò quindi al margine meridionale del Parco Nazionale dello Stelvio, passando per i paesi di Peio e di Rabbi, attraversò poi la catena delle Maddalene sostando nei paesi di Bresimo e di Rumo. Oltrepassata poi l’enclave sudtirolese di Proves, si mantenne a ridosso del crinale dei Monti d’Anaunia, fra la Val di Non e la Val d’Adige, per abbassarsi sul fondovalle atesino con due possibilità: la prima per il piccolo altopiano di Favogna, l’altra più impegnativa fino a Mezzocorona. Proseguendo sul lato orientale della regione, da Salorno il Sentiero risaliva sulla dorsale boscosa dei Monti di Cembra e del Parco Naturale del Monte Corno, quindi, dopo il passaggio da Molina di Fiemme, scavalcava la catena del Lagorai per andare a Caoria, uno dei luoghi simbolo dello spopolamento della montagna trentina. L’idea iniziale di raggiungere l’agordino attraverso il Passo Cereda passando dai piccoli paesi dell’alta Valle del Mis, anch’essi marginali e in forte calo demografico, dovette purtroppo essere abbandonata perché il tracciato veneto portò l’innesto a nord della Marmolada. Può sembrare pertanto illogico che dal Passo Rolle il Sentiero Italia pieghi decisamente a nord e passi per luoghi già molto frequentati.

La “carovana” del Camminaitalia percorse il tratto del Sentiero Italia in Trentino-Alto Adige, dalla Forcellina di Montozzo (a nord del Passo del Tonale) al Lago di Fedaia (a nord della Marmolada), fra il 9 e il 26 settembre 1995.

Di quelle giornate alcuni momenti furono per me particolarmente significativi e segnarono il ricordo di quell’esperienza.

 

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Ad accogliere in Trentino la staffetta del C.I. guidata da Riccardo Carnovalini e Roberta Ferraris, oltre all’aria frizzante e al cielo blu settembrino, c’erano molti soci della sezione SAT di Peio, i guardaparco del Parco Nazionale dello Stelvio, alcune guide alpine; a Malga Palù ci aspettava un pranzo di benvenuto da cui fu difficile riprendere il cammino… e, poco prima di arrivare nel paese di Peio, la comitiva fu accompagnata col gonfalone del Comune di Peio fino in municipio e lì accolta dal sindaco. A Rabbi, dall’incontro col sindaco e i rappresentanti del Parco Nazionale emersero i gravi problemi politico-amministrativi che mettevano in discussione la sopravvivenza del Parco stesso. Nel paesino di Bresimo si parlò di speranze, di prospettive, di possibili iniziative, per contrastare lo spopolamento della montagna. Il mattino dopo pioveva, anzi diluviava, ma il cammino doveva proseguire. Infreddoliti e fradici giungemmo a Malga Stablei dove i soci della SAT di Rumo, con il suo indimenticato presidente Paolo Torresani, avevano preparato una graditissima sorpresa: il fuoco acceso e un pranzo memorabile! SI_07_O500_Roen_td_-min A sera, durante l’incontro con la popolazione per la presentazione del S.I. e del C.I., un giovane, orgoglioso di essere rimasto a Rumo a lavorare, chiese cosa ne sarebbe stato del Sentiero Italia dopo il passaggio del C.I. …

A Fondo, l’intero gruppo del C.I. si ritrovò al completo e, ad accogliere anche Teresio Valsesia e Giancarlo Corbellini c’erano il presidente della SAT Luigi Zobele e il vice Antonio Zinelli, oltre a molti sindaci e amministratori dell’Alta Val di Non. Al posto tappa di Malga Bodrina, sulla variante alpinistica per Mezzocorona, dopo una giornata di maltempo, i soci della sezione SAT di Ton e i gestori della malga, furono esempio di calorosa ospitalità SI_13_CampigoloVezzana-Costazza_RF-mina base di tortèl di patate e teroldego. A Mezzocorona giungemmo nei giorni della vendemmia e la visita guidata alla locale grande cantina fu un momento particolarmente gradito e interessante. Di incontri ne seguirono molti altri e fra questi vorrei ricordare inoltre quelli che scaturirono nel cammino fra il Passo Rolle e il Passo San Pellegrino. Era domenica il 24/9/1995 e la tappa del C.I. era stata inserita nella manifestazione “Giornata per la Pace” organizzata dalla Casa della Pace di Trento. All’appuntamento ci ritrovammo in 150 per camminare insieme! Con le bandiere multicolore, simbolo di diversità ma anche di unione fra i diversi popoli, la variopinta colonna si snodò sulla strada per il Passo Costazza ai piedi del Cimon della Pala, verso il passaggio di testimone fra Trentino e Veneto, due giorni più tardi, nell’ex rifugio Marmolada CAI Ettore Castiglioni.

Il Sentiero Italia ora si rinnova e, per il più lungo cammino italiano, dopo aver contribuito a far crescere la cultura dell’escursionismo e l’impegno per la cura dei sentieri, è ulteriore occasione per rispondere all’interrogativo dell’allora giovane di Rumo.

 Tarcisio Deflorian

 

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