SENTIERO SAN VILI

Il Sentiero “San Vili” unisce Trento a Madonna di Campiglio, la Valle dell’Adige alle Dolomiti di Brenta, lungo percorsi alternativi a piedi (sentieri antichi, nuove ciclopedonali) che portano dalla città alla montagna. Il Sentiero ricalca l’antica via romana che la tradizione vuole percorsa nel 400 d.C. da Vigilio, il vescovo patrono di Trento, e dalle sue spoglie, dopo il martirio in Rendena. Sono circa 100 chilometri, suddivisi in sei (o cinque) tappe, alla ricerca di emozioni paesaggistiche, storiche e naturalistiche.

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La Chiesa di San Vigilio a Pinzolo con la Danza Macabra di Baschenis 1539 – Sullo sfondo Cima Lancia

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VEDERE ANCHE:

 

PERCHE’ IL SAN VILI?
(estratto da “Il Sentiero di San Vili – di Gian Paolo Margonari e Franco de Battaglia, ed. SAT 2013 )

L’idea

Il Sentiero di San Vili è nato nel 1988 dalla volontà della SAT-Società degli Alpinisti Tridentini di legarsi sempre più al suo territorio. La SAT, da sempre, considera i sentieri non semplici tragitti funzionali per unire un luogo all’altro, ma linee forti, capaci di stringere il paesaggio, nelle sue diverse espressioni di storia, cultura e lavoro (i campi, i boschi, i muretti, i selciati…), alle emozioni di chi lo percorre e lo vive. Camminare muove corpo e spirito allo stesso ritmo, li fa sentire insieme…

Mosaico di valori e di tutela attiva del territorio

Il San Vili è nato anche da una curiosa e assidua esplorazione dei territori fra la Valle dell’Adige e il Gruppo di Brenta, dall’osservare quanti meravigliosi tratti storici di sentiero si fossero ancora salvati dalla cementificazione e dalla distruzione, e quanti, invece, fossero in pericolo di esserne sommersi o di cadere nell’oblio. Ogni strada forestale che si sovrappone e spiana i sentieri (al di là della sua funzione) ogni percorso turistico artificiale, distrugge di fatto un pezzo di memoria della montagna. Allora questi tratti “residui” e preziosi, perché non collegarli insieme come un mosaico, perché si sostengano l’uno con l’altro e comunichino il loro pieno valore? E così riscoprano anche una loro funzione nella modernità? Un “salezà” (selciato) di poche centinaia di metri è destinato sicuramente all’asfalto, ma se viene collegato a un sentiero storico forse si può salvare.

Dove comincia la montagna

Ecco gli elementi che hanno portato alla progettazione del San Vili, ai quali se ne aggiunge un altro: la consapevolezza che la “Montagna”, in quanto dimensione alternativa di vita, di esperienze e di libertà, non inizia ai “1500 metri” (!) come si diceva un tempo, oltre il bosco, ai piedi dei ghiaioni e dei rifugi. Piuttosto si afferma a partire dalla realtà urbana. Città e montagna sono indissolubilmente legate, si differenziano ma si legittimano a vicenda. Il degrado dell’una (città) porta alla rovina (speculazione) dell’altra, la montagna. E la caduta della montagna porta alla morte delle città. Trento ha costruito la sua identità in rapporto alla montagna: il Gruppo di Brenta è la proiezione alpina dell’identità trentina, e d’altro canto è la “spina” che ancora collega le valli (Anaunia, Rendena) alla “grande storia” che transita lungo l’Adige. San Vigilio, il vescovo che da Trento salì a portare il messaggio evangelico nelle valli, e che fu martire in Rendena, è il simbolo di questo legame.

Il Sentiero è di chi lo percorre

Da tutto questo deriva che il San Vili, non è nato come un sentiero di pellegrinaggio, anche se poi, in certa misura lo è diventato, per scelta e sensibilità di chi lo percorreva, unendo in sé una dimensione civile e una dimensione sacra del Trentino. Il San Vili si è presentato innanzitutto come un sentiero di memoria, di identità, di attenzione alle bellezze “minori” (perché più trascurate, non perché meno importanti) della montagna, del paesaggio con i suoi aspetti naturalistici, della vita rurale con la sua cultura sobria dell’autonomia. È nato con la consapevolezza che la “dimensione montagna” non è solo alpinistica.

Sentiero di memoria

Il nome “San Vili” venne attribuito a sentiero già studiato e tracciato. Non si voleva seguire meticolosamente il percorso di Vigilio da Trento alla Rendena, né il transito delle sue spoglie da Mortaso al cimitero della Trento romana su cui poi sorse la cattedrale a lui intitolata. Si volevano legare al Sentiero momenti e luoghi significativi. Di qui la salita – faticosa – a Irone, per ricordare la peste del 1630 e collegarla con il Lazzaretto, ancora intatto, fra Caderzone e Pinzolo, un autentico monumento “manzoniano”. Di qui la salita a Pra da l’Asan e la discesa a Bocenago per godere di una montagna minore dal fascino ancora intatto. Vigilio non era passato di lì. Vigilio passò dalla Sesena (ora strada camionabile) dal Vat (guado di Tione) e di lì risalì al martirio di Mortaso. La cappella originaria della parrocchiale di Spiazzo è costruita su un masso allora lambito dal Sarca, e da cui Vigilio precipitò, o fu fatto precipitare. A dare il nome al sentiero fu Nereo Garbari, presidente della SAT di Vezzano, che ricordò come la salita dal Piè di Gazza a Margone venisse chiamata, ancora dopo secoli, “di San Vili” dalle popolazioni locali. Un nome, un segno, un destino.

L’ITINERARIO VIGILIANO                     

Vescovo e martire, terzo nella serie dei vescovi di Trento, Vigilio morì il 26 giugno del 400 (o del 405 d.C.) a Spiazzo in Val Rendena. Vigilio stava predicando in riva al Sarca contestando i riti estivi a Saturno delle popolazioni locali quando, colpito da zoccoli o da pani duri, secondo la tradizione, scagliatigli contro, precipitò nel fiume e venne trascinato via dalla corrente. L’architettura fa ancora memoria del martirio con la Pieve di Spiazzo a lui dedicata, costruita su una primitiva cappella proprio su un masso in riva al fiume, segno che lì qualcosa di rilevante era accaduto, perché solitamente gli uomini di Rendena stavano bene attenti a costruire le loro chiese lontano dai temibili corsi d’acqua. Un’altra suggestiva testimonianza è la chiesetta in riva al Sarca a Tione, che ricorda il luogo dove secondo la tradizione il corpo di Vigilio fu depositato dalla corrente.

Come ricorda Aldo Gorfer, dopo la morte del vescovo, il corteo funebre sostò sul fiume Sarca presso Tione, dove una “gran turba di Bresciani armati” reclamò il corpo del santo. I Trentini non cedettero. Donarono agli avversari un vaso d’argento. Proseguirono poi verso Trento. Non molto lungi dalla città sostarono nel luogo chiamato “Vela”.

L’itinerario seguìto da Vigilio e dai cristiani trentini che ne riportarono il corpo in città, corrisponde al vecchio passaggio del Bus de Vela, raggiunto da Tione attraverso Ragoli, Stenico, Banale, Ranzo e il Vezzanese. Lo scandiscono le cappelle dedicate al vescovo di Trento: San Vigilio di Spiazzo, San Vigilio al Vat di Tione, San Vigilio di Stenico (San Vigilio di Curé, San Vigilio di Molveno), la suggestiva cappella di Ranzo, San Vigilio di Vezzano fino alla cattedrale di Trento.

Vigilio si pone come testimone di una spiritualità romana e alpina alla vigilia della grande rivoluzione barbarica e come tale viene ancora ricordato in innumerevoli luoghi di pietà e di devozione.

 IL PERCORSO DEL “SAN VILI”

Frequentato da un numero crescente di escursionisti e pellegrini, nel corso del 2013 il Sentiero è stato aggiornato a formare un itinerario “BASSO” e un itinerario “ALTO”.

Il San Vili “BASSO”, più facile e con meno dislivelli, comprende le nuove tratte, meglio collegate ai centri abitati e individuate, adattandole alle esigenze logistiche, anche al verosimile storico passaggio del vescovo Vigilio;.

Il percorso è proposto nelle seguenti sei tappe:

  1. da Trento/Duomo a Sopramonte
  2. da Sopramonte a Due Laghi
  3.  da Due Laghi a San Lorenzo in Banale
  4. da San Lorenzo in Banale a Saone
  5. da Saone a Caderzone Terme
  6. da Caderzone Terme a Madonna di Campiglio

Lunghezza: km 106,9

Dislivelli in salita: m 3.772

Dislivelli in discesa: m 2.454

Effettivo cammino: ore 35.00

IL DETTAGLIO DI TUTTE LE TAPPE DEL SAN VILI BASSO

LA MAPPA IN PDF DEL SAN VILI BASSO

 

Il San Vili “ALTO” rispetta invece sostanzialmente la proposta originaria del 1988, anch’esso adattato per le esigenze logistiche dei posti tappa. I due percorsi in parte coincidono.

Il percorso “ALTO” del San Vili  proposto nelle seguenti cinque tappe:

  1. da Trento/Duomo a Monte Terlago-Vallene
  2. da Monte Terlago-Vallene a San Lorenzo in Banale
  3. da San Lorenzo in Banale a Larzana di Montagne
  4. da Larzana di Montagne a  Caderzone Terme
  5. da Caderzone Terme a Madonna di Campiglio

Lunghezza: km 109,8

Dislivelli in salita: m 4.729

Dislivelli in discesa: m 3.411

Effettivo cammino: ore 38.20

IL DETTAGLIO DI TUTTE LE TAPPE DEL SAN VILI ALTO

LA MAPPA IN PDF DEL SAN VILI ALTO

 

LA SEGNALETICA

Il Sentiero San Vili è curato dalla SAT attraverso i volontari delle sezioni che si sono suddivise la manutenzione del percorso.

Il San Vili “ALTO” è ad oggi completamente contrassegnato dai simboli a vernice BIANCHI e ROSSl che accompagnano il cammino e dalle tabelle direzionali con la sigla “SV”.

Solo in prossimità dei centtri abitati e del loro attraversamento potrebbe verificarsi qualche dubbio sulla via da seguire.

Osservare la cartografia e chiedere informazioni agli abitanti del luogo fa parte del viaggio.

Per i tratti ad oggi non segnati del San Vili “BASSO” si farà riferimento alle descrizioni e alla cartografia contenute nella guida “Il Sentiero di San Vili” ed. SAT 2013.

TEMPI DI PERCORRENZA

Ogni persona, nell’azione del camminare, può assumere tempi e lunghezza del passo differenti, talché ognuno sviluppa un proprio ritmo ed in base a tale ritmo una determinata lunghezza può essere percorsa in tempi differenti.

Tanto premesso, si precisa che la prassi escursionistica propone la sottosegnata tempistica standard di cammino: in un’ora di cammino, un escursionista mediamente allenato, percorre circa:

–          km 3,5 / 4,0 su itinerario pianeggiante (→);

–          m 300/350 di dislivello su itinerario in salita (↑);

–          m 500 di dislivello su itinerario in discesa (↓).


 

LE TAPPE

  RIEPILOGO TAPPE – Sentiero San Vili – percorso BASSO  
Clicca sul titolo della tappa per il dettaglio   quota min-max distanze disl + disl – tempi effettivi
1 da Trento/Cattedrale S. Vigilio a Sopramonte 194-815 13,5 668 236 4.15
2 da Sopramonte a Due Laghi/Toblino 250-623 15,0 252 630 4.45
3 da Due Laghi a S. Lorenzo in Banale 250-730 15,2 764 282 5.10
4 da S. Lorenzo in Banale a Saone 490–950 24,0 681 915 7.30
5 da Saone a Caderzone per Tione/S.Vigilio 490-741 19,1 498 263 6.20
6 da Caderzone a Madonna di Campiglio 741-1522 20,1 909 128 7.00
totali 106,9 3772 2454 35.00

 

  RIEPILOGO TAPPE – Sentiero San Vili – percorso ALTO/montagna  
Clicca sul titolo della tappa per il dettaglio   quota min-max distanze disl + disl – tempi effettivi
1 da Trento/Cattedrale S. Vigilio a Monte Terlago 192-850 18,6 1060 543 7.00
2 da Monte Terlago a S. Lorenzo in Banale 248-1028 25,0 928 909 8.00
3 da S. Lorenzo in Banale a Larzana 600–983 25,3 1078 863 8.30
4 da Larzana a Caderzone per Passo Daone 614-1378 20,8 754 968 7.50
5 da Caderzone a Madonna di Campiglio 741-1522 20,1 909 128 7.00
totali 109,8 4729 3411 38.20

 

QUADRO D’INSIEME
(clic sul numero per ingrandire i riquadri)

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INFORMAZIONI UTILI

Le informazioni logistiche, gli indirizzi e i recapiti telefonici o web delle varie strutture possono essere soggetti a variazioni, anche frequenti.

Si ringrazia fin d’ora quanti invieranno osservazioni, consigli, segnalazioni, pensieri, che potranno essere riportate sulla pagina web del Sentiero a supporto di quanti vorranno camminare dopo di noi sul Sentiero San Vili.


10 Commenti

  1. Fabrizio Prevarin

    Complimenti per il sito è la passione. Sarebbe possibile acquistare una copia della guida al sentiero. Se si dove posso trovarla ?

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    1. michele

      Grazie Fabrizio,

      per avere una copia della guida è sufficiente inviare una richiesta all’indirizzo email sentieri@sat.tn.it, specificando l’indirizzo di spedizione, i cui costi saranno a carico del destinatario.

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  2. tony

    buon giorno
    mi interessava sapere se per il percorso di san vili nei mesi luglio agosto
    ci sono guide accompagnatori per mtb ,e mezzi pubblici per il rientro a trento
    grazie

    Replica
    1. michele

      Per informazioni di questo genere le consigliamo di rivolgersi al portale provinciale https://www.visittrentino.info, nella sezione contatti si trovano anche i relativi numeri di telefono.

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  3. zattra carlo

    dove posso acquistare la pubblicazione “il sentiero di san vili”?
    grazie

    Replica
    1. michele

      Gentile Carlo,

      per avere una copia della guida ci si può recare presso la sede centrale SAT in via Manci 57, Trento, oppure inviando una richiesta all’indirizzo email sentieri@sat.tn.it, specificando l’indirizzo di spedizione, i cui costi saranno a carico del destinatario.

      Replica
  4. Francesco Boggi

    Difficoltà? (Sia alto che basso)

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    1. michele

      Entrambi i percorsi sono da considerarsi con difficoltà Turistica (T) o per Escursionisti (E) a seconda dei tratti

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  5. anna

    volevo intraprendere il cammino a fine settembre e mi interesserebbe sapere se è possibile dormire in tenda in campeggi o meglio facendo bivacco libero. Se è possibile, è facile trovare luoghi adatti lungo il sentiero? grazie

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    1. michele

      Buongiorno,
      i campeggi ufficiali lungo il San Vili (se in questa stagione sono aperti) sono a S.Antonio di Mavignola e a Le Vallene (Monte Terlago). A Deggia, nel prato adiacente il santuario, dovrebbe essere possibile campeggiare.
      Il campeggio libero è eventualmente condizionato dalle ordinanze sindacali che lo vietano su tutto il territorio comunale: ogni Comune ha le sue regole.
      Ad ogni modo, se si pianta la tenda la sera e la si toglie al mattino in genere è tollerato. Meglio chiedere comunque ai proprietari… se presenti.
      Cordiali saluti

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