SENTIERI E MOUNTAIN BIKE IN TRENTINO

LA  DIFFICILE CONVIVENZA FRA PEDONI E CICLISTI

L’attività in ambiente con la bicicletta è in continua crescita e la convivenza con i pedoni (escursionisti) sempre più problematica. In attesa dell’individuazione e ufficializzazione della rete provinciale dei percorsi per mountain bike, è stata approvata la tipologia della segnaletica dedicata e i criteri di individuazione dei percorsi

A cura di Tarcisio Deflorian – Presidente Commissione sentieri SAT

 Lo scorso 14 agosto con la determina n. 202  del dirigente del Servizio Turismo, la Provincia Autonoma di Trento (PAT) ha ufficializzato la segnaletica da impiegarsi sui percorsi di mountain bike che andranno a costituire la Rete provinciale. Si tratta di una segnaletica dedicata specificamente ai ciclo escursionisti costituita da due tabelle:

 bike tabelle004 Tabella A di larghezza 55 cm e di altezza 15 cm, con scritta in bianco       su sfondo rosso, riportante il nome, il numero del percorso, la direzione della località di destinazione e la distanza indicativa in km.Tale tabella va posizionata solo una volta all’inizio del percorso, ove possibile su pali segnaletici esistenti.
 bike tabelle003 Tabella B di larghezza 22,5 e 12 cm di altezza, con scritta in nero su bande rosse in alto e in basso, la parte centrale con scritta in nero su sfondo bianco come nel modello sotto riprodotto. Tale tabella va posizionata sui pali di sostegno esistenti agli incroci e come segnale di conferma percorso.Per la Tabella B, la determina fa riferimento ad un provvedimento del CAI centrale che lo scorso 27 giugno ha approvato la proposta di “Aggiornamento dei simboli della segnaletica dei sentieri del CAI formulata dal Gruppo di lavoro sentieri e cartografia. In questa si stabiliscono nel dettaglio i nuovi contenuti della tabella segnavia e della tabella località, e si prevede anche una segnaletica dedicata da impiegarsi sui percorsi di cicloescursionismo, mediante specifiche tabelline di misura 15 x 8 cm. La determina del Servizio Turismo PAT, fa propria la tipologia CAI, ma aumenta del 50% le dimensioni della tabellina, portando le misure a 22,5 x 12 cm. ritenendola non sufficientemente visibile.

Nella determina si precisa inoltre che tale segnaletica dovrà essere collocata solamente laddove effettivamente necessaria. Infine stabilisce che la numerazione di ciascun percorso sia assegnata dal Servizio Turismo conseguentemente alla sua iscrizione nella apposita sezione dell’elenco dove già vengono inseriti i tracciati alpini (L.P. 8/93, art. 2, comma 3).

Questo provvedimento, assai importante, integra i precedenti coi quali la Provincia era intervenuta per regolamentare l’attività con la bici fuori dalla viabilità ordinaria e dalle piste ciclabili.

Ricordiamo che dopo il Convegno ‘Montagna e Bici’, organizzato nel 2010 dalla Commissione Tutela Ambiente Montano della SAT, autorevoli giuristi riconobbero che la normativa vigente non era idonea a regolamentare l’attività ciclistica in ambiente perché di fatto inapplicabile. L’azione di sensibilizzazione e di pressione che esercitò successivamente la SAT verso la Provincia, attraverso incontri e documenti, portò alla costituzione di un Tavolo di lavoro promosso dalla stessa PAT che coinvolse i vari portatori di interesse.

Il primo risultato concreto fu quello di distinguere l’attività cicloescursionistica da quella di pura discesa (downhill-freeride) quest’ultima ricondotta, tramite la modifica della L.P. 7/87 (vedi art. 52 ter modificato tramite la L.P. 31 ottobre 2012 n. 22) concernente la disciplina delle piste di sci, entro i bike park da realizzarsi nelle aree sciabili.

Contemporaneamente vennero poste le basi per creare la rete provinciale dei percorsi in mountain-bike, e si stabilì che l’individuazione dei percorsi deve anche tenere conto oltre che dei danni al fondo dei sentieri anche dell’eventuale rischio per il transito a piedi. Vedasi gli art. 30 e 31 della L.P. 31.10.2012 n. 22 che hanno modificato l’art. 22 ‘Divieto di circolazione’ della L.P. 8/93 e introdotto il nuovo art. 22 bis ‘Rete provinciale dei percorsi in mountain bike’.

Con queste premesse normative il Servizio Turismo PAT promosse nella primavera 2013 un Tavolo di lavoro sperimentale per l’individuazione della rete mountain bike dell’Alto Garda che avrebbe dovuto essere di riferimento anche per le altre zone del Trentino.

Nel corso dei lavori che videro coinvolti diversi portatori di interesse fra i quali anche la SAT, vennero discusse le proposte di percorsi da inserire nella rete; emerse però fin da subito che dovevano essere stabiliti dei parametri comuni cui riferirsi per la valutazione della scelta, prima fra tutti la ciclabilità in entrambi i sensi del tracciato, l’eccessiva pendenza (indicativamente non oltre il 20%), una larghezza minima tale da consentire il contemporaneo passaggio di due soggetti che si incrociano, il danno al fondo. Si concordò che, situazioni particolari anche se non rientranti in questa casistica, sarebbero state valutate caso per caso.

Per la rete dell’Alto Garda, rispetto alle originarie proposte, gli itinerari che rientrarono in tali criteri si ridussero automaticamente, escludendo alcuni percorsi problematici, già oggetto di precedenti prese di posizione da parte delle sezioni SAT di Riva e di Arco per contenere i gravi fenomeni erosivi, notevolmente accentuati negli ultimi anni dal massiccio passaggio di mountain bike.

Dopo la lunga fase di stallo del 2014, durante la quale si tennero una serie di incontri interlocutori, il 27 aprile 2015 la Giunta provinciale approva la delibera n. 692 con la quale ufficializza i criteri per       l’istituzione della rete provinciale dei percorsi mountain bike e per la gestione dei casi di divieto di circolazione con le biciclette sui tracciati alpini e sugli altri sentieri di montagna.

E’ un atto molto importante col quale si stabilisce che la rete viene individuata attraverso un gruppo di lavoro coordinato dall’azienda per il turismo di ambito territoriale che veda coinvolti almeno le seguenti rappresentanze:  APT e/o consori Pro Loco, Trentino Marketing, servizi provinciali competenti in materia di turismo, foreste e valorizzazione ambientale, Comunità di valle, SAT ed eventuali altri soggetti responsabili della manutenzione dei tracciati alpini interessati, imprese funiviarie.

E’ previsto che l’APT proporrà poi al Servizio Turismo i percorsi costitutivi la Rete di propria competenza. L’inserimento nell’elenco ufficiale della Rete provinciale sarà fatto con determina del dirigente il Servizio Turismo previa convocazione di una conferenza di servizi per l’acquisizione dei pareri dei competenti servizi provinciali e dei comuni competenti per territorio.

A regime saranno le Comunità di Valle, i Comuni, le ATP e/o le Pro Loco o altri soggetti che si impegnano alla manutenzione e controllo di tali percorsi a proporre al servizio Turismo l’inserimento di altri percorsi nella rete.

L’istruttoria autorizzativa prevede che sia acquisito anche il parere dei soggetti responsabili del controllo e della manutenzione dei tracciati alpini.

Per maggiore chiarezza e la rilevanza che assume il punto C delle Disposizioni procedurali allegate alla delibera n. 692 del 27.4.2015, della quale sono parte integrante, riportiamo il testo per intero:

“Indicazioni per l’individuazione dei percorsi e attività di comunicazioneNella proposta di individuazione dei percorsi della rete andranno considerate le seguenti indicazioni di carattere generale:

  • i percorsi andranno preferibilmente individuati utilizzando strade, strade forestali, carrabili e piste ciclabili esistenti;
  • laddove il percorso utilizzi sentieri, andranno considerati con particolare attenzione quelli ad alta frequentazione, o quelli che potrebbero subire particolari incidenze dal punto di vista ambientale;
  • qualora non sia possibile prescindere dall’utilizzo di sentieri esistenti e sia ipotizzabile un possibile conflitto fra pedoni e bikers, oppure un elevato degrado, sarà possibile con apposita segnaletica, introdurre modalità gestionali che prevedano la conduzione a mano della bicicletta oppure divieti di transito stagionali od orari ovvero prevedere il transito in un solo senso di marcia.
  • Sono inoltre necessarie valutazioni approfondite caso per caso quando ricorra una delle seguenti condizioni:
  • percorsi con larghezza inferiore ai due metri;
  • percorsi con elevata pendenza;
  • percorsi che per la loro natura, superficie, fondo, pendenza, potrebbero interagire con particolare criticità con i sentieri utilizzati dagli escursionisti.

Nei prossimi mesi saremo coinvolti,( sede centrale, commissione sentieri, soprattutto sezioni locali interessate dal fenomeno)negli incontri promossi dalle APT di ambito territoriale oltre che a collaborare per valutare nel merito le altre proposte di tracciati che andranno a costituire, valle per valle, la Rete provinciale dei percorsi per mountain bike, anche per proporre eventuali alternative alla rete escursionistica esistente e andando anche a individuare i punti dove si ritiene utile collocare i segnali di divieto. La nuova normativa infatti prevede che, in assenza di divieti specifici, di fatto si possa andare ovunque!

Ricordiamo che la vecchia normativa, peraltro di impossibile applicazione, prevedeva il divieto ovunque per i mezzi meccanici, salvo il transito solo laddove pendenza e ampiezza (interpretabili) lo consentivano.

Questa nuova impostazione è frutto di un compromesso, accettato alla fine anche dalla SAT, ed è rivolta a dare un messaggio comunicativo più positivo rispetto a quello della precedente norma; è stata fatta una scommessa, con impegni per tutti gli attori.

E’ un passaggio molto delicato, affidato soprattutto alla consapevolezza e correttezza di chi propone, promuove e pratica l’attività di mountain bike.

 


 

2 Commenti

  1. Günther Unterthiner

    grazie per questo articolo. Si riceve informazioni profonde su come la tematica mountainbike è regolamentata nel Trentino. Avrei una domanda che riguarda l´utilizzo di biciclette a pedalata assistita: sono previste delle regole ulteriori o equivale al transito con mountainbike?
    Nella nostra provincia si comincia a pensare di regolamentare il transito con biciclette a pedalata assistita.
    Grazie

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    1. michele

      La legge al momento non fa distinzione fra mountain bike/bici normale e bici elettrica a pedalata assistita. Quando è stata fatta la legge, nel 2012, il fenomeno era agli inizi ma ora, con potenze e durata sempre maggiori, è diverso e sta diventando una questione che si dovrà affrontare anche qui in Trentino.

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