TRASFERTA MARCHIGIANA PER COLLABORARE COL CAI DI PESARO

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Nel Parco Naturale del Sasso di Simone e Simoncello.  

Trasferta marchigiana per collaborare col CAI di Pesaro alla realizzazione di un progetto di segnaletica dei sentieri.

 Un’inattesa richiesta da parte del CAI di Pesaro è giunta alla SAT la scorsa primavera per collaborare nella segnaletica dei sentieri in Montefeltro, nell’ambito di un progetto di riorganizzazione della sentieristica del Parco Naturale del Sasso di Simone e Simoncello. La sezione pesarese, impegnata col Parco attraverso una convenzione che prevede la progettazione della segnaletica verticale dei sentieri individuati dal CAI già prima che venisse istituito il Parco e la posa della stessa combinata con la segnaletica orizzontale.

Dopo i contatti preliminari col vicepresidente della sezione CAI di Pesaro e coordinatore della sentieristica, Sandro Selandari, culminati in un sopralluogo ad aprile da parte di Tarcisio Deflorian della Commissione sentieri, lo scorso 24-25-26 maggio, otto volontari satini del Gruppo intervento segnaletica, hanno effettuato la trasferta in Montefeltro. Suddivisi in due squadre, grazie anche a condizioni meteo favorevoli, hanno svolto l’intero ottimistico programma che era stato ipotizzato, segnando circa 20 km di tracciati, sia sul Monte Carpegna che sui Sassi Simone e Simoncello.

Si è trattato di un’esperienza molto positiva e di grande soddisfazione per aver vista l’effettiva utilità degli interventi svolti e anche riconosciuto l’impegno dei volontari coinvolti che hanno goduto di un’eccezionale l’ospitalità e la visita del presidente del Parco del Sasso Simone e Simoncello, Guido Salucci, che ha donato ai partecipanti e alla SAT una ricca documentazione sul Parco.

Il presidente della sezione CAI di Pesaro, Fausto Dimatera, nella sua lettera di ringraziamento alla SAT per la proficua collaborazione, ha sottolineato “la capacità del CAI di fare rete; non sempre ci si riesce ma quando questo avviene, si realizzano esperienze che lasciano un bellissimo ricordo e danno voglia di ricominciare giusto per il desiderio di condividere…”.marche-8

Per la SAT hanno partecipato: Ivo Ceolan, Claudio Colpo, Ennio Daldoss, Tarcisio Deflorian, Donatella Fedrizzi, Tiziana Giampiccolo, Paolo Pegoretti, Gianpietro Piazza.

Il Parco Naturale del Sasso di Simone e Simoncello costituisce una zona di grande valenza naturalistica al confine fra Marche, Romagna e Toscana. E’ caratterizzata dalla presenza della più grande foresta in Europa di cerri (800 ha), che si distende sulle pendici a nord delle curiose formazioni rocciose calcaree del Sasso di Simone (m 1204) e del Sasso Simoncello (m 1220), due enormi zatteroni di pietra, come li ha definiti il presidente della sezione CAI di Pesaro, Fausto Dimatera, che non si sa come siano arrivati in epoche antichissime in Montefeltro; sulla piatta sommità del Sasso di Simone si trovano i resti di un’antica città del Granducato di Toscana che Cosimo I nel 1565 volle costruire per scopi militari da contrapporre alla Rocca di San Leo; città che non fu mai terminata e che venne abbandonata dopo appena un secolo  e che trova testimonianza più evidente nella strada lastricata di accesso che sale dal versante aretino. Il Monte Carpegna (m 1422) è invece il punto più elevato del parco e sovrasta con un alto versante coperto da pinete di pino silvestre, il paese omonimo (famoso per il prosciutto). Dalla cima, dove si trova anche una piccola stazione sciistica (!), nelle giornate limpide la vista spazia anche dalla costa adriatica riminese e su un vastissimo entroterra appenninico, dal Falterona ai monti Catria e Nerone. Una zona che ben merita di essere visitata e conosciuta.

Deflorian Tarcisio – Commissioni Sentieri SAT

 

 

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